Venexia

Solo a Venezia

Per motivi di lavoro, la settimana scorsa sono stata a Venezia. Cosi’ ho scoperto un nuovo “angolo” di Venezia che non conoscevo e che vorrei condividere con voi. Premetto che prima di conoscere il mio marito, ogni 2/3 weekend al mese viaggiavo a Venezia in quanto per me e’ un posto senza paragoni. Sono andata d’estate, d’inverno e mi e’ sempre piaciuta. Ho usato pochissimo il traghetto, preferendo camminare tra i “calli” o “campi”, vedere turisti, anziani venexiani, bambini che giocano al pallone in un posto speciale. Ho visitato tanti palazzi, mostre.

Last week I travelled to Venice for work purposes. In this way I discovered a new piece of Venice that I didn’t know before and that I would like to share with you. But I would like to say that before meeting my to-be husband, I used to travel to Venice every 2/3 weeks as for its uniqueness. I went in every season (summer or winter) and I always loved it. I rarely used the boat and I preferred to walk between “calli” and “campi” (little streets and squares), looking at tourists, old venetians (or “venexians” as they call themselves in dialect), children playing football in an amazing place.

Arrivando a Venezia con treno, esco dalla stazione in questa piazza che ogni volta mi da l’impressione che mi permette di respirare prima di avventurarmi tra i piccoli e stretti “calli” di cui Venezia e’ piena, come un sub prima di scendere sotto acqua. E di nuovo ho pensato QUANTO Venezia mi piace. Comincio il corso per il quale ero a Venezia, e uno dei tutor che era anche lui arrivato con il treno (da Roma), comincia con un preambolo di quanto Venezia lo affascina e che ogni volta che la visita va a piedi. Inutile dire che eravamo troppo sulla stessa “onda”.

Arriving to Venice by train, I exit the train station in this square that every time it gives me the impression that it allows me to take a deep breath before adventuring in the small and narrow “calli” of Venice, like a diver before disappearing under the water. And again my thought was HOW MUCH I love Venice. I arrive at the venue of the training course and one of the lecturers who arrived too by train (from Rome), starts his presentation by saying how much Venice is fascinating and that every time he comes he walks rather than riding the boat. Useless to say that we were of the same opinion.

In uno dei giorni, mentre ero al corso ho sentito i tuoni di un temporale in arrivo che speravo poter evitare. Pero non ho avuto questa fortuna e sempre andando a piedi verso la stazione mi sono trovata davanti a quest’immagine  (non e’ bianco e nero, ma cosi’ era la luce). E mentre saltavo da un cm al altro per evitare le pozzanghere comincio a sentire qualcuno che cantava pezzi d’opera. Mi sono detta che e’ la stagione lirica per cui qualcuno si allena prima dello spettacolo, anche se il mood del momento non era dei più’ felici. Invece, faccio l’angolo e mi trovo un “taxi” con asiatici tutti fuori dal tettuccio ed uno di loro cantava a scorcia gola “O sole mio”. Sono rimasta colpita dalla sua voce da tenore, dal desiderio di cantare a voce alta un aria durante quel temporale con tuoni e fulmini, sotto un’acqua che non smetteva di venire giu’. Spettacolare! Avrei voluto poter fotografarlo, ma avevo le mani piene di borse, ombrello, etc. Puo succedere solo a Venexia.

By the end of one of the training days I have heard the thunders of an arriving storm that I wished I will be able to skip. However I wasn’t that lucky and once the course was finished, walking back I was in front of this image (I didn’t photograph it in BW but that was the light at that precise moment). And while I was jumping from one inch to the other to avoid the puddles I hear somebody who was singing an opera lied. I thought that right now is opera season and so somebody would train before the show, even if the mood in that precise moment was not one of the happiest. However, as soon as I turn the corner I see a “taxi” boat full of Asian people all outside the boat roof, while one was singing “O sole mio”. I was astonished of his tenor voice and everything that surrounded, of his desire to sing with high voice during that storm with thunders and lightnings while it was raining dogs and cats. Amazing! I wish I could have photographed but my hands were full of bags, umbrella. And all this could happen in Venice only.

     

  

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